Come trasformare le visite al sito in contatti

Come capire se il tuo sito accompagna davvero il cliente verso il contatto

Un sito web può ricevere visite, presentare correttamente un'azienda e mostrare i suoi servizi senza riuscire a trasformare l'interesse dei visitatori in richieste di informazioni.

È una situazione più comune di quanto si possa pensare. L'azienda ha investito nella propria presenza online, le informazioni sono disponibili e il sito è raggiungibile, ma i contatti non arrivano oppure sono molto meno numerosi di quanto ci si aspetterebbe.

In questi casi, la prima reazione può essere quella di cambiare il design, aggiungere nuove pagine o rifare completamente il sito.

Ma prima di intervenire è importante capire una cosa: il sito sta davvero accompagnando il potenziale cliente verso il passo successivo?

Un sito aziendale non dovrebbe limitarsi a mostrare informazioni. Dovrebbe aiutare chi lo visita a comprendere l'offerta, riconoscere ciò di cui ha bisogno e capire come entrare in contatto con l'azienda.

Il visitatore deve capire cosa fai e cosa può fare dopo

Quando una persona arriva su un sito, spesso non dedica molto tempo alla lettura. Cerca rapidamente di capire se si trova nel posto giusto e se l'azienda può esserle utile.

Se non trova subito le informazioni principali, potrebbe abbandonare la pagina e cercare un'altra soluzione.

Per questo motivo, è importante che siano chiari alcuni elementi fondamentali:

  • Che cosa offre l'azienda.
  • A chi si rivolgono i suoi prodotti o servizi.
  • Quali esigenze può soddisfare.
  • Come può essere contattata.

Queste informazioni devono essere presentate in modo semplice, ordinato e comprensibile.

Non è necessario inserire tutto nella prima schermata, ma il visitatore deve riuscire a orientarsi senza dover ricostruire da solo il significato di ciò che legge.

Le informazioni devono accompagnare una decisione

Un potenziale cliente non visita un sito soltanto per raccogliere informazioni. Spesso sta cercando di capire se un'azienda è adatta alle sue esigenze.

Per esempio, una persona che cerca un servizio professionale potrebbe voler conoscere le attività offerte, capire a chi sono rivolte, valutare l'esperienza dell'azienda e trovare un modo per chiedere maggiori informazioni.

Se il sito presenta questi elementi senza un ordine logico, il visitatore deve compiere uno sforzo maggiore per arrivare a una conclusione.

Una struttura efficace, invece, mette le informazioni in una sequenza comprensibile: prima chiarisce l'offerta, poi ne spiega il valore e infine rende semplice il contatto.

Non si tratta di obbligare il visitatore a seguire un percorso rigido, ma di aiutarlo a trovare ciò che gli serve nel momento in cui ne ha bisogno.

La chiamata all'azione deve essere chiara

Uno degli aspetti che possono ostacolare il contatto è l'assenza di un'indicazione chiara su come procedere.

Un sito può descrivere bene tutti i servizi, ma se il visitatore non capisce come chiedere informazioni, prenotare un appuntamento o presentare una richiesta, il percorso rimane incompleto.

Le chiamate all'azione, spesso indicate con il termine call to action, servono proprio a rendere evidente il passo successivo.

A seconda dell'attività, può essere utile invitare il visitatore a:

  • Richiedere informazioni.
  • Prenotare un appuntamento.
  • Parlare con un referente.
  • Richiedere una consulenza.
  • Inviare una richiesta tramite un modulo.

La scelta dipende dall'obiettivo del sito e dal modo in cui l'azienda gestisce i propri clienti.

Non serve moltiplicare i pulsanti o ripetere continuamente lo stesso invito. È più importante che l'azione proposta sia pertinente, comprensibile e facile da completare.

Il contatto deve essere semplice anche da smartphone

Una parte importante delle visite può arrivare da dispositivi mobili. Per questo motivo, non basta che un sito funzioni correttamente su un computer.

Bisogna verificare che, anche da smartphone, il visitatore riesca a leggere i contenuti, individuare i pulsanti e utilizzare senza difficoltà i moduli di contatto.

Un numero di telefono poco visibile, un pulsante difficile da premere o un modulo troppo lungo possono rendere più complicato un passaggio che dovrebbe essere semplice.

Anche la quantità di informazioni richieste è importante. Se per inviare una prima richiesta è necessario compilare numerosi campi non indispensabili, alcune persone potrebbero rinunciare prima di completare l'operazione.

Il modulo dovrebbe raccogliere le informazioni realmente necessarie, lasciando eventualmente la possibilità di approfondire le esigenze durante il successivo contatto.

Come capire dove si interrompe il percorso

Quando un sito non genera le richieste attese, è utile osservare il percorso che compie il visitatore.

Le domande da porsi sono concrete.

Le persone riescono a raggiungere le pagine dei servizi? Comprendono ciò che viene offerto? Individuano i pulsanti di contatto? Utilizzano i moduli oppure abbandonano prima dell'invio?

Le risposte possono richiedere verifiche diverse, in base agli strumenti disponibili e alle caratteristiche del sito.

I dati di navigazione possono aiutare a capire quali pagine vengono visitate e dove si verificano eventuali abbandoni. Le richieste ricevute, invece, possono evidenziare dubbi ricorrenti o informazioni che i clienti non riescono a trovare.

È importante non attribuire automaticamente ogni mancanza di contatti al sito. Anche il tipo di pubblico, la qualità delle visite, la competitività dell'offerta e il processo commerciale dell'azienda possono influire sul risultato.

L'obiettivo è individuare il punto in cui il percorso non funziona come dovrebbe, evitando interventi basati soltanto su impressioni personali.

Non sempre serve rifare il sito

Una volta individuato il problema, l'intervento deve essere proporzionato alla situazione.

Se le informazioni sono valide ma difficili da trovare, può bastare riorganizzare i contenuti. Se il contatto è poco visibile, può essere sufficiente migliorare la posizione e la chiarezza delle chiamate all'azione. Se il modulo crea difficoltà, potrebbe essere necessario semplificarlo.

In altri casi, il problema può coinvolgere l'intera struttura del sito e richiedere un intervento più ampio.

La differenza sta nel non confondere il sintomo con la causa. Modificare l'aspetto grafico non garantisce, da solo, un miglioramento dei contatti; allo stesso modo, mantenere tutto invariato non è necessariamente la scelta più conveniente.

Ogni intervento dovrebbe rispondere a un'esigenza concreta e avere un obiettivo comprensibile.

Un sito deve aiutare l'azienda a raggiungere un risultato

Il valore di un sito web non dipende soltanto dalla sua estetica o dalla quantità di informazioni pubblicate. Dipende anche dalla sua capacità di svolgere la funzione per cui è stato realizzato.

Per un'azienda, questo può significare presentare meglio i propri servizi, facilitare le richieste di informazioni, ricevere appuntamenti o generare opportunità commerciali.

Non tutti i siti devono necessariamente vendere online o generare grandi quantità di contatti. Gli obiettivi cambiano in base all'attività, al pubblico e al modello di business.

La cosa importante è sapere quale risultato ci si aspetta dal sito e verificare se la sua struttura aiuta davvero a raggiungerlo.

Prima di aggiungere nuove funzionalità o investire in una riprogettazione, vale quindi la pena capire se il visitatore riesce a passare dall'interesse all'azione senza ostacoli inutili.

In conclusione

Un sito web efficace non si limita a essere presente online. Deve rendere comprensibile l'offerta dell'azienda, aiutare il visitatore a trovare le informazioni che cerca e facilitare il contatto quando nasce un interesse concreto.

Se le visite non si trasformano in richieste, la risposta non è necessariamente rifare tutto. Potrebbe essere sufficiente correggere un passaggio, chiarire un'informazione o semplificare il modo in cui le persone possono contattare l'azienda.

Il punto di partenza è comprendere il problema e scegliere l'intervento più adatto.

La tecnologia deve adattarsi all'azienda, non l'azienda alla tecnologia. Prima analizziamo. Poi definiamo cosa serve.

Brown’s Web Company S.r.l.

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